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"La sicurezza è una priorità da cui non si può prescindere". Intervento di Bruno Carrà, coordinatore Dip. Salute e Sicurezza sul Lavoro Cgil Piacenza
Nella giornata del 28 aprile, ricorre la giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro.
La sicurezza è una priorità da cui non si può prescindere.
Purtroppo comunque gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali, nel mondo del lavoro, in questi anni non sono diminuiti, per cui PARLARE di prevenzione e FARE cultura della sicurezza è quanto mai oggi indispensabile per costruire le condizioni utili e necessarie al fine di garantire ambienti sicuri e salubri nei luoghi di lavoro, e far sì che la salute sia una priorità ed un requisito permanente.
Inoltre la proliferazione dei contratti di lavoro, che spesso si traducono anche in appalti se non addirittura sub appalti, ledono i diritti sul lavoro e limitano anche fortemente le garanzie di sicurezza sui luoghi di lavoro.
E’ nostra convinzione che occorrano quindi sia un rigoroso rafforzamento degli organi istituzionali competenti ai controlli, sia, anche una formazione di carattere squisitamente sindacale per le RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).
Serve una sorta di manutenzione durevole su questa questione specifica.
Pertanto la consapevolezza dei problemi e la capacità di percezione di essi sono caposaldo di un progetto e di un’azione efficace che possa contrastare la possibilità di infortunarsi sul lavoro.
L’impegno della CGIL su questo fronte c’è, ed è forte anche a Piacenza nell’individuare tra i punti nodali e cruciali le condizioni di lavoro e la qualità del lavoro esistente come aspetti stessi del problema e precondizioni che determinano veri livelli di garanzia di salute e sicurezza.
Nella situazione di queste ultime settimane, determinatasi causa il diffondersi del Covid19, poi, la CGIL ha tra le altre cose, sin da subito, salutato con favore l’entrata in vigore, su questo specifico argomento, dell’art 42 comma 2 del Decreto Cura Italia, che interviene sulla realtà ora esistente, e che assicura alle lavoratrici e ai lavoratori che si sono infettati in occasioni di lavoro, o in itinere, o che sono rimasti in quarantena per periodi più o meno lunghi, il riconoscimento delle prestazioni Inail previste, così come molto positivo giudichiamo il Protocollo nazionale siglato sulla Salute e Sicurezza sul lavoro che regola e stabilisce le norme ed i comportamenti per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.
E’ necessario pertanto che il confronto nel territorio tra Istituzioni, Autorità e parti sociali non venga mai meno per poter definire i criteri egli accordi che possono coniugare la tutela della salute delle persone e dei lavoratori e l’attività produttiva e lavorativa in condizioni di massima sicurezza per rendere operativo un programma articolato e rafforzato ed un sistema di organizzazione del lavoro pensato per il bene di tutti e per la qualità della vita collettiva dove la salute diventi la prima priorità.
La CGIL, dal canto suo, con la propria iniziativa vuole contribuire ad affermare in maniera diretta, anche in presenza di questa enorme ondata epidemiologica, una cultura nazionale e sul nostro territorio a favore della salute e sicurezza del lavoro dentro il mercato del lavoro, e vigilare in maniera tale che vengano sempre rispettati il diritto ad avere un ambiente di lavoro sicuro e salubre a tutti i livelli, e le stesse norme sanitarie, consapevoli come siamo dell’importanza della questione.
Dove non c’è salute non può esserci rilancio dell’economia o qualsivoglia ripartenza.
E’ evidente che la preoccupazione per i livelli occupazionali sia forte, ma non si possono accantonare le ragioni della salute ei i presupposti e le condizioni che ne garantiscono essa.
Si deve partire dalla piena e totale sicurezza per tutti i lavoratori, opzione imprescindibile per definire le modalità che definiscano la ripresa graduale delle attività.
Devono essere pertanto esigibili con certezza per qualsiasi lavoratore i DPI (Dispositivi di Protezione Individuali), oltre a garantire che siano presenti tutte le altre misure di sicurezza idonee e necessarie, a partire dalle distanze di sicurezza, la sanificazione degli ambienti e la disinfezione degli strumenti di lavoro, e come definire gli spostamenti, e gli ingressi e le uscite per i turni nei luoghi di lavoro al fine di contenere e ridurre il propagarsi del virus e bloccare il contagio in maniera tale che i lavoratori vengano garantiti e messi con le dovute misure nella condizione di lavorare senza correre alcun rischio quando debbano recarsi al lavoro.
Serve la messa in campo di controlli istituzionali specifici e di un modello operativo e un’azione coordinata attraverso un Tavolo concertato dove non mancherà il nostro contributo per poter garantire la piena e necessaria sicurezza in tutti i luoghi di lavoro e il diritto alla salute, attraverso l’azione dei presidi e degli apparati preposti statali e la prevenzione sanitaria dell’Asl, insieme alle misure di carattere sociale ed economico per assicurare una progressiva uscita dall’emergenza e una graduale ripresa delle attività produttive verificando l’applicazione e il rispetto delle norme di prevenzione sapendo che non torneremo alla situazione precedente, e che si dovrà gioco forza ripensare per diversi aspetti anche all’organizzazione della nostra vita e dei nostri comportamenti.
La nuova fase passa attraverso l’attuazione di Protocolli operativi e condivisi perché la ripresa deve essere regolamentata per evitare rischi di ricomparsa di altri focolai.
La soluzione è contrattare per ripartire, e questo sta nella contrattazione inclusiva.
Nessuno deve rimanere fuori da questi canali di tutela e rappresentanza, per cui il nostro impegno è quello di contrattare azienda per azienda dove è possibile, per ripartire con gradualità ed in sicurezza.
In ogni caso questa trattasi sicuramente di una fase di scelte importanti legate all’evolversi della pandemia, perché in questi giorni e settimane dovranno essere assunte decisioni che contemperino la priorità salute con la ripresa produttiva.
Per questo ribadiamo, quindi, la nostra posizione che per riprendere le attività aziendali vanno rispettate pienamente le prescrizioni fissate dal DPCM del 22 Marzo, opzione per noi necessaria e irrinunciabile per consentire la ripresa continua della produzione delle imprese come parte integrante dell’organizzazione del lavoro dei siti che dovranno riprendere la propria attività,  la priorità, tra l’altro, della sicurezza è stata anche confermata dall’ultimo protocollo integrato siglato il 24 aprile tra il Governo e le parti sociali dove si sono stabilite regole ben definite che garantiscano uniformità di comportamenti.
La discussione oltre all’ambito della sicurezza è anche e pertanto su quale modello si delinei non specialmente solamente quando si riapre ma su come riaprire, questo è il fulcro del confronto sindacale per assicurare anche che nessuno perda il lavoro.
E’ quindi giusto dare liquidità alle imprese per rispondere alla flessione delle attività produttive e difendere l’occupazione e la legalità con l’impegno inderogabile di non licenziare e non delocalizzare.
La nostra intenzione è di unire il Paese per uscire da questa emergenza sanitaria e superare l’attuale crisi economica, consci peraltro che nessuno può farcela da solo.
Serve pertanto un esercizio collettivo per sostenere tutti a partire da chi è nelle condizioni peggiori e per alleviare i disagi che oggi i lavoratori vivono.
E’ il momento della coesione e dell’unità proprio per costruire le condizioni di un nuovo modello sociale, economico e del lavoro.
A questo preciso progetto come CGIL, dentro gli schemi previsti, con intelligenza e senso di responsabilità, intendiamo dare il nostro apporto.
Un progetto, quindi, che sia capace, nel rispetto delle regole stabilite, di attrezzare il Paese verso una ripresa delle attività produttive dentro un nuovo modello di sviluppo per rimettere al centro le persone e la loro qualità della vita e del lavoro, superando la sola logica del profitto.
Le lavoratrici e i lavoratori dovunque svolgano la propria mansione possono operare, attraverso modalità organizzative comparate ed adeguatamente efficaci, solo in sicurezza della propria salute, per non vanificare tutti gli sforzi fin qui fatti, in questo difficile momento, in termini di enormi sacrifici economici, sociali e familiari per debellare il virus.
Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro nella prospettiva della ripartenza è elemento centrale che va tenuto saldo, così come va affrontato il problema della cura dei figli per i genitori che riprenderanno il lavoro
Ed è per questo che unitariamente abbiamo deciso quest’anno di celebrare il 1 Maggio, la Festa del Lavoro, con lo slogan: LAVORO IN SICUREZZA PER COSTRUITRE IL FUTURO, per lanciare su questo tema una grande campagna di informazione e mettere sotto la luce dei riflettori i temi del lavoro, della ripresa produttiva e dell’emergenza sanitaria, dove i protocolli per la sicurezza siglati siano declinati e monitorati in ogni singola realtà produttiva.
La Camera del Lavoro di Piacenza si adopererà pertanto, attraverso tutte le proprie strutture, insieme ai nostri delegati all’interno di ogni azienda, perché l’imperativo della salute e sicurezza resti al centro della discussione e sia nel nostro territorio presente in tutte le future fasi di uscita dall’emergenza, perché i lavoratori vogliamo rappresentarli sempre, e a maggior ragione quando si discute del loro reddito e della loro sicurezza, perché tutelare la salute dei lavoratori significa tutelare il lavoro, oggi più che mai, poiché in questa fase di transitoria convivenza con il rischio contagio saremo portati a vivere una diversa ordinarietà.
 
 
Bruno Carrà
Coordinatore del Dipartimento Salute e Sicurezza sul lavoro della CGIL di Piacenza